La più Inquieta Sposa
di Venti e di Maree ribelli.
La più Folle Creatrice
di Tele astratte e Parole mai dimenticate.
La più Fiera Signora
di Vetri infranti e Nodi custoditi in un cassetto.
La più Eccentrica Regina
di Idealismi e Sogni
senza corona e senza terra.
Semplicemente.
.:: Strega di Spuma Marina e di Conchiglie ::.

"Ed è qualcosa da cui non puoi scappare. Il mare. ..Ma soprattutto: il mare chiama. ..Non smette mai, ti entra dentro, ce l'hai addosso, è te che vuole. Puoi anche far finta di niente, ma non serve. Continuerà a chiamarti. ..Senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà."
(A.Baricco "Oceano Mare")

La felicità
ha un suono impercettibile.
Zucchero nel buio,
come le tue mani.
.:: StregaDelMare ::.



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.. e il mio Ascendente::.

giovedì, 20 gennaio 2005
 

Quattordici Dicembre DuemilaQuattro

*Music: Regina di Cuori (Litfiba)

> E' una sera strana, questa.
Una sera impalpabile e lieve del mio primo Dicembre fiorentino,
in cui i confini del tempo e dello spazio si perdono tra mille fili,
e la memoria sfuma nel reale.
Ed è così che, dopo tanta attesa, le mie mani afferrano la penna e
- come dotate di vita propria - ti scrivono.
Ti scrivono una lettera che non leggerai mai.
Ti ho sognato stanotte, sai?
Eravamo al Mare, seduti sul bagnasciuga, l'uno accanto all'altra.
Un silenzioso pomeriggio d'Inverno, la spiaggia umida e deserta,
solo il volo basso dei gabbiani a farci compagnia.
E parlavamo, pacati e lenti,
- quasi a voler essere parte di tutta quella quiete -
ci raccontavamo guardandoci di tanto in tanto negli occhi,
ci annusavamo, ci sfioravamo appena.
E mentre le onde si rincorrevano maliziose
proprio davanti ai nostri piedi, sorridevamo.
Sì, sorridevamo - questo lo ricordo bene - come due naviganti stanchi e fieri,
con addosso l'odore delle acque e delle rotte attraversate. Ma sereni.
Sereni per essersi ritrovati lì, dopo tanti viaggi, porti, mappe, cieli e maree.
Dopo chissà quanti diversi sguardi, dita, corpi, voci, parole.
Dopo chissà quanta strada percorsa lontani e mai condivisa.
Dopo chissà quanti fogli scritti senza che l'altro potesse più farne parte.
Sorridevamo come due bambini un po' cresciuti,
con in bocca il sapore delle troppe favole ascoltate e poi dissolte. Ma felici.
Felici di esserlo noi, forse, una Favola.
Noi che eravamo di nuovo e ancora insieme,
per terminare le frasi lasciate a metà, colorare le tele incompiute,
sciogliere i nodi e ricomporre i ricami.
Noi che avevamo di nuovo e ancora
il tempo, il fiato e la voglia per essere noi e basta,
come una volta, come forse sarà sempre.

  - Non è finita, vero? -
" No "
- Promesso? -
" Promesso "
- Compagni di strada, allora - 
(E.Brizzi “Jack Frusciante E’ Uscito Dal Gruppo”)

Quando mi sono svegliata non saprei dire esattamente che cosa ho provato.
Malinconia?
Nostalgia?
O smarrimento?
Non lo so, Piccolo Principe,
- per quanto tempo ti ho chiamato così -
non lo so.. come non so adesso dove sei, con chi sei, come stai..
se, da qualche parte, ancora, ci sei.
Sono passati più o meno 2 anni dall'ultima volta in cui abbiamo avuto un contatto,
poi sei scivolato via leggero come neve, e di te non ho saputo più nulla.
Il tuo telefono era costantemente spento,
la lettera che ti ho spedito a Maggio non ha avuto mai risposta.
A volte ho avuto paura. Una paura matta che ti fosse successo qualcosa,
pensieri terribili che ho cercato di scacciare non appena mi assalivano.
E mai, proprio mai, ti ho dimenticato.
Non potrei farlo, mi piacerebbe che tu lo sapessi.
O magari - in qualche modo - lo sai?
Facile e scontato dirlo adesso, ma
era tutto più limpido quando c'eri tu.
Era più semplice
prendere le matite e i pastelli a cera e costruirci il mondo.
Era più semplice
meravigliarsi rimanendo a bocca aperta,
e spegnere la luce senza sentire la paura.
Era più semplice
non fare caso ai battiti del tempo,
e aspettare ogni domani disegnandone i contorni.
Era più semplice
affrontare tutto con la leggerezza di un'infinita danza.
Dimmi, ti ricordi ancora?
Ti ricordi ancora, di noi?
E' buffo.. io delle prime parole che ci siamo scambiati
quel lontano Agosto di 16 anni fa non ne ho mai avuto memoria.
Non che avesse poi molta importanza, in fondo, era un po' come credere
che non ci fosse stato inizio e che ogni cosa fosse, da sempre, così.
Simpatia immediata, pulita, e insieme timida e impulsiva,
e noi sempre avvinti, sempre appiccicati, senza che nessuno riuscisse a staccarci
né, tantomeno, a insinuarsi in mezzo a quello che eravamo.
Ma che cosa eravamo? Te lo sei mai chiesto?
Soltanto due bambini, Piccolo Principe,
soltanto due bambini.. che si incontravano d'Estate, pochi giorni l'anno,
se l'orco delle ferie dei genitori ci accordava il suo consenso.
Ma ci volevamo bene con la purezza e la spontaneità
di cui solo un bambino può essere capace.
Io che sceglievo ogni sera il vestitino più carino da indossare,
tu che volevi solo me sulle tue spalle per farmi fare i tuffi.
Io che conoscevo mille giochi con le carte e le leggevo a tutti,
tu che chiamavi sempre me come compagna nelle tue partite.
Io che non resistevo più di due minuti stesa al sole,
tu che mettevi puntualmente il tuo asciugamano accanto al mio.
Io che per te risvegliavo l'invidia di tutte le bambine,
tu che mi dicevi serio - Fregatene, loro non sono come te -
Io che ero l'emblema del maschiaccio e ne inventavo sempre una,
e correvo scherzavo parlavo ridevo senza fermarmi un attimo,
tu che non ti stancavi di inseguirmi
né di ripetermi che era quello ciò che ti piaceva e cercavi in altre senza trovarlo mai.
Io che ti sentivo mio e amavo immaginarci grandi.
Tu che tua mi consideravi e grande sapevi farmici sentire anche a 10 anni.
E' incredibile pensare che riuscissimo a far entrare tutto e molto di più ancora
in quel lasso di tempo così ristretto, così freneticamente limitato.
Poi, una chiassosa comitiva di lettere, cartoline, pacchetti
e qualche telefonata si snodava lungo gli altri mesi,
e la vita dell'uno prendeva forma e colore davanti agli occhi dell'altra
senza lasciare posto al vuoto, senza interruzione alcuna.
Ho ancora tutto, sai.
E in te, c'è ancora il loro posto?
E pian piano siamo cresciuti, mentre l'adolescenza plasmava il nostro quadro
in un gioco più sottile di ambiguità e malizie,
e ci siamo feriti, allontanati, riavvicinati e ritrovati,
ma non ci siamo persi mai.
E' stato solo dopo che, senza chiedersi come né perché,
il cammino ha cambiato direzione,
e noi non ci siamo accorti, o non abbiamo ammesso,
che i chilometri si erano trasformati in irraggiungibili distanze,
i prati in lande troppo vaste,
i piedi in grandi paia d'ali.
E forse sono stata più io di te a ritirare l'ancora e ad andarmene via,
a relegarti decisa in un cassetto troppo stretto,
io che per te ero sempre la tua stessa Principessa.
Finché, quella sera di 4 anni fa,
l'equilibrio precario crollò.
In un attimo.
E crollarono i vasi con tutto ciò che eravamo stati,
un tonfo sordo a terra,
e miriadi di cocci e schegge,
a tagliare la pelle e insudiciare il tappeto.
Un litigio terribile.
Parole come spine.
Il timore di averti perso sul serio,
per aver scelto
Lui
, rifiutando te.
Tu che eri venuto da me apposta, con quel preciso intento,
 condurmi fuori dal giardino evanescente e ideale in cui eravamo stati fino allora,
cercare la passione fra i gesti, nello sguardo, sull’amaranto delle mie labbra
e conoscere quel mio essere donna come mai avevi fatto prima,
 far camminare i miei piedi accanto ai tuoi fuori dal sogno
e, come creta morbida sotto il tuo tocco, rendere tangibile la Favola
lontano dall’infanzia e verso il mondo degli adulti.
Ma era troppo tardi. Troppo tardi.
Il re era arrivato, e mi aveva portato con sé.

- Ogni tanto mi chiedo cosa mai stiamo aspettando.
Silenzio.
- Che sia troppo tardi, madame. “
(A.Baricco “Oceano Mare”)

Eppure riuscimmo a resistere e superare anche quello,
< perché 12 anni non si buttano nel cesso >,
non potevamo rovinare tutto, distruggere tutto, perdere tutto.
E non lo facemmo, anche se da quella sera non ci siamo visti più.
Soltanto adesso mi rendo conto di quanto deve esserti costato,
sentirti dire quello che ti dissi, ingoiare quel boccone avvelenato,
e poi prendere a morsi anche l'orgoglio, così che lui non avvelenasse noi.
Ancora 2 anni di messaggi, di telefonate,
promesse di rivedersi presto
e ti voglio bene..
Finché sei andato via.
Volatilizzato, sparito in un soffio
- impercettibile alito di vento -
come quando eri arrivato.
Certe notti mi è capitato di sognarti,
ed era comunque un modo per sentirti più vicino.
Ma quanto mi sei mancato,
quanto mi manchi adesso.
Chissà come sei.
Che taglio di capelli hai, che profumo porti, come sei cambiato.
Chissà com'è ora la tua voce
o come sono le tue mani le tue braccia i tuoi sorrisi.
Chissà se " da grande " sei l'uomo che immaginavo io.
Mi accorgo che faccio fatica a focalizzarti, a recuperare il tuo viso nel passato,
e soltanto i tuoi occhi di Mare
restano fermi come un faro sulle pieghe sconnesse del tempo.
Per tutte quelle volte in cui li ho afferrati,
e solcati affondati graffiati accarezzati.
Per tutte quelle volte in cui li ho attraversati.
E tu, mi ricordi ancora? Pensi mai a me?
E tornerai mai, Piccolo Principe?
Tornerai mai
da me?
E' una sera strana, questa.
Una sera impalpabile e lieve del mio primo Dicembre fiorentino,
in cui i confini del tempo e dello spazio si perdono tra mille fili,
e la memoria sfuma nel reale.
Dimmi che lo sarai di nuovo anche tu.
Reale.
Come tanto tempo fa.
 



Non so quanto tempo è passato
da quando ho finito di scrivere questa lettera
a quando mi è suonato il cellulare.
Un'ora, due, o forse tre,
che importanza ha.
 < Nuovo Messaggio >
Ho immediatamente bisogno
di un oculista.
Uno psichiatra.
Una sigaretta.
Un bicchiere di vino.
< - [...] Ho cambiato numero,
quello nuovo è [...]
Questo non lo accendevo mai.
Storia lunga,
poi un giorno ti racconto se ti va.
Come stai? Tutto bene?
Un bacio - >
2 anni di silenzio di niente di niente
e oraoraproprioora
< - [...] Che ci fai a Fi?
Quanto ti fermi? - >
Dea, come è possibile? Come??
< - [...] Allora un giorno vengo a trovarti
se ti va,
da Lucca a Firenze
sarà neanche un'ora di macchina!
E' una vita che non ci vediamo,
così mi racconti.. - >
Certo che mi va.
Io ti aspetto.
Ma fallo, fallo davvero.
Fammi continuare a credere
che le Favole esistono.
Come sapevi fare tu.
Come hai fatto adesso. <



Affidato alle Onde da StregaDelMare alle 20:19 .:commenti (45):.



mercoledì, 05 gennaio 2005
 

Primo Agosto DuemilaQuattro

*Music: Cleptomania (Sugarfree)

> "Il mare si è svegliato/il mare ha deragliato/scoppia l'acqua contro il cielo/
scoppia/sciacqua/stacca al vento nubi e stelle/furibondo/si scatena fino a quando/
non si sa/dura un giorno/finirà/mamma questo/non l'avevi detto mamma/
ninna nanna/ti culla il mare/ti culla un corno/furibondo/tutt'intorno/
schiuma e strazio/pazzo il mare/fino a dove puoi vedere/solo nero/e muri neri/
e mulinelli/e muti tutti/ad aspettare/che la smetta/e naufragare/
questo mamma non lo voglio fare/voglio l'acqua che riposa/
che ti specchia/ferma/questi/muri/assurdi/d'acqua/giù a franare/e 'sto rumore/
rivoglio l'acqua che sapevi tu
rivoglio il mare
silenzio
luce
e pesci volanti
sopra
a volare."

Questa è la storia, la storia di una Strega immersa in un momento che dura una vita,
un momento che la cambia, una vita,
o che, in verità, la ritrova.
Una vita.
Ecco, quel momento è il 1°Agosto 2004,
ed è bastato poco a renderlo speciale,
una Farfalla dalle ali d'Ametista accanto,
una Saxo colma di valigie e scatoloni, un'autostrada e un po' di cd per attraversarla insieme.
Dalle Alpi al Mar Tirreno. 500 km, solamente andata.

"Adesso cerca di capire, fratello. Cerca di capire, se puoi/
Tutto quel mondo negli occhi/
Terribile ma bello/
Troppo bello/
E la paura che mi riportava indietro/
La nave, di nuovo e per sempre/
Piccola nave/
Quel mondo negli occhi, tutte le notti, di nuovo/
Fantasmi/
Ci puoi morire se li lasci fare/
La voglia di scendere/
La paura di farlo/
Diventi matto, così/
Matto/
Qualcosa devi farlo e io l'ho fatto/
Prima l'ho immaginato/
Poi l'ho fatto/
Ogni giorno per anni/
Dodici anni/
Miliardi di momenti/
Un gesto invisibile e lentissimo./"

Questa è la storia, e vorrei fosse più facile raccontarla, descriverla, provare a parlarne.
A tracciare davanti a vostri occhi tutto ciò che ha visto Lei.
Vorrei fosse più facile spiegare che cosa può voler dire tornare a se stessi dopo anni.
Anni trascorsi a costruirlo. A immaginarlo.
Anni come un Limbo in cui vivere sospesi nell'attesa,
un'anticamera di voci e di sorrisi da non dimenticare,
un lungo corridoio costellato di porte bivi scale gomitoli da percorrere tutto,
divorarlo anche, e infine uscirne.

"Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono.
Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro.
Tu, sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare.
Loro sono 88. Tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere."

Questa è la storia, e personaggi che restano, arrivano, si dissolvono e ritornano,
un piccolo re - e tra le sue pieghe sogni e perle in cui potersi addormentare -
un cavaliere - e tra le sue braccia forti per un po' lasciarsi andare -
un piccolo principe - e tra le sue dita vecchie pagine da rispolverare -
spasmi turbolenti, sensuali slanci, graffi e spine sulla pelle, liquide stelle nelle vene,
e mani che si legano con fili di promesse in immortali girotondi,
e passione che sgorga come vino scivolando dalla bocca lungo i fianchi,
e risate cristalline che adombrano le nubi e infrangono gli specchi.
Melodie contrastanti a cadenzare il cerchio infinito della danza.

"Era come quando si sedeva al pianoforte e attaccava a suonare,
non c'erano dubbi nelle sue mani,
e i tasti sembravano aspettare quelle note da sempre,
sembravano finiti lì per loro, e solo per loro.
Sembrava che inventasse lì per lì: ma da qualche parte, nella sua testa,
quelle note erano scritte da sempre.
Adesso so che quel giorno Novecento aveva deciso di sedersi
davanti ai tasti bianchi e neri della sua vita e di iniziare a suonare
una musica assurda e geniale, complicata ma bella, la più grande di tutte.
E che su quella musica avrebbe ballato quel che rimaneva dei suoi anni.
E che mai più sarebbe stato infelice."

Questa è la storia, e si inseguono veloci le note sopra al pentagramma,
e come fai a stare dietro a una musica, come fai,
e come fai a stare dietro a Lei, alle sue corse a perdifiato dentro al vento,
piedi scalzi sopra i vetri rotti e testa dritta puntata verso il sole,
come fai a dirle di fermarsi anche quando il vetro taglia e il sole scotta,
come fai quando la vedi incantata e persa ogni sera, davanti a ogni tramonto,
ogni volta che la vernice del giorno si scioglie sulle onde e sul suo viso?
Come fai, se le ci è voluta una vita ad arrivare fino a qui?

"Ho disarmato l'infelicità.
Ho sfilato via la mia vita dai miei desideri.
Se tu potessi risalire il mio cammino, li troveresti uno dopo l'altro,
incantati, immobili, fermati lì per sempre
a segnare la rotta di questo viaggio strano
che a nessuno ho mai raccontato se non a te/"
(A.Baricco "Novecento") <



Affidato alle Onde da StregaDelMare alle 23:07 .:commenti (36):.




 

.::ME::.
Gemelli ascendente Pesci.
Strega,sirena,
artista bohémienne/
Metereopatica incantatrice/
Spirito libero
tenacemente avvinghiato
alla mia libertà/
Selvatica e fatalista,
testarda e intuitiva,
emotiva e curiosa,
enigmatica e impulsiva/
Atipica,empatica,inquieta,
confusa alle volte,
imperfetta,come il profumo
del mio Midnight Poison
mescolato alle sigarette/
Sono follia, passione
e malinconia/
Sono corsa a perdifiato
o impalpabile sussurro,
silenzio insondabile
o dirompente canto,
sono istinto e ragione
costantemente in lotta.
Sono l'Eterno Conflitto/
Amo il vento,
le orchidee bianche,
l'acquamarina,
Dylan Dog/
Amo chi mi capisce o chi
almeno ci prova e mi apprezza
per quella che sono/
Odio la mia timidezza
quando esagera,le frasi fatte,
le persone superficiali;
odio chi tiene il muso
senza dire le cose in faccia,
chi parla giusto
per fare qualcosa,
chi non sa ammettere di aver
sbagliato,chi non da'
una seconda possibilità,
chi crede di conoscermi
e invece non ne sa nulla/
Odio trovarmi davanti
a un bivio e poter scegliere
solo destra o sinistra
senza poter decidere
di tornare indietro;
odio essere fraintesa
e non capire/
Parlo a raffica ogni tanto,
inizio mille discorsi insieme/
Ascolto,e lo faccio davvero,
e mi da' fastidio se qualcuno
finge di farlo con me/
Penso e ripenso,forse troppo,
su ogni cosa/
Piango,di rado,
e allora vuol dire
che sono arrivata al limite/
Mi incazzo,poco,ma se succede
succede sul serio/
Aspetto,spesso.
Mi faccio aspettare,a volte,
anche se mi accorgo che
può essere fastidioso/
Riempio quaderni di scritti
e disegni
"Uso le parole
come fossero pennellate"
(J.M.Basquiat)
e uso le pennellate
come fossero parole.
Dipende dai casi/
Ho una fissazione per le mani
delle persone, e per il gelato/
Divoro con ritmo
ossessivo-compulsivo
musica,libri e film/
Pregio o difetto,
vivo tutto troppo
intensamente,profondamente,
fino in fondo,a tutti i costi/
Credo incontrovertibilmente
nel VIVI E LASCIA VIVERE/
E resto
innegabilmente convinta
che è ciò in cui hai creduto
a valorizzare il passato;
che sono le emozioni
a colorare il presente;
che sono i sogni
a comprare il futuro.
"THE GREATEST THING
YOU'LL EVER LEARN
IS JUST TO LOVE
AND BE LOVED IN RETURN"
(N.K.Cole dal film
"Moulin Rouge")

.::LA MIA ISPIRAZIONE::.
Le mie Stelle. Nessuna esclusa.
"Tutto quel che c'era io l'ho visto, guardando te. E sono stata ovunque, stando con te. E' una cosa che non riuscirò a spiegare mai a nessuno. Ma è così. Me la porterò dietro, e sarà il mio segreto più bello."
(A.Baricco "Castelli di Rabbia")

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Per quanto riguarda alcuni testi e/o immagini che ho usato, tutti i diritti sono riservati e dei rispettivi proprietari. Se se ne farà richiesta, provvederò per l'eliminazione.



.::Le Perle Del Mio Mare::.

il Mare anche d'Inverno [S.E.M.P.R.E.], qualsiasi cosa possa chiamarsi Arte, la pizza, la notte, i gatti e i lupi, ridere, il verde soprattutto nelle tonalità marine, i corsetti, il sussurro sensuale del sax-il canto malinconico del violino-la danza senza tempo del pianoforte, la mia tenacia, tenere stretti i miei sogni, il caffè rigorosamente amaro, il limone e la vaniglia, la Primavera, la musica in macchina, i film la notte, il silenzio quando vale più delle parole, la sincerità anche se fa male, l'alcool(ah,però!), il rispetto e la discrezione, i suoni puliti, chi non ha paura di essere se stesso


.::Le Reti Del Mio Mare::.


i falsi amici e i falsi in generale, il caldo afoso, le calorie, chi sparla, chi pensa che io non valga niente, chi guarda ma non vede, chi ascolta ma non sente, la banalità, i luoghi comuni, la noia, l'invadenza, chi giudica e soprattutto chi giudica senza sapere, l'ipocrisia e il perbenismo, l'ignoranza e la mediocrità, le classificazioni e le etichette, i rimpianti e le parole che non son riuscita a dire, chi non pensa con la propria testa, gli addii, i vigili urbani


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.::On Air::.


"Closer"
(Travis)


.::Parole Dal Mare::.


A.Baricco, B.Yoshimoto,
C.Baudelaire, E.Dickinson,
H.C.Andersen,
H.Hesse, I.Allende,
I.Santacroce, J.A.Rimbaud,
K.Boye, M.Z.Bradley,
N.Hikmet, P.Neruda,
W.Shakespeare..

->Sto leggendo:
SonnoProfondo (B.Yoshimoto)

->Libro preferito:
Oceano Mare (A.Baricco)
e Fuck Vitalogy Today (S.Battig)



.::Altri Gioielli Del Mio Mare::.


.::ARTE::.
Mi fa schifo Mirò, adoro "Il Bacio" di G.Klimt
e quello di F.Hayez, "Eros e Psiche" di A.Canova,
S.Dalì, A.Gaudì, K.Haring, L.Bergkvist, R.Doisneau,
il Romanico, il Gotico.. in realtà l'Arte in sè.
Per il resto vorrei avere una vita parallela
per fare le Belle Arti

->Museo preferito:
Uffizi (Firenze),
Villa Borghese (Roma),
Casa Milà (Barcellona)..
per ora mi vengono in mente
questi

.::CINEMA::.
Die Hard, Four Rooms, Frida, Il Negoziatore, Il Sesto Senso, I Soliti Sospetti, Jackie Brown, Lady Hawke, Le Fate Ignoranti, Mermaids, Moulin Rouge, Pulp Fiction, Ragazze Interrotte, Sliding Doors, The Life Of David Gale, Thelma & Louise, Trainspotting.. ho una passione sfrenata per i film, e soprattutto per E.Mc Gregor e K.Spacey

->Film preferito:
Il Corvo
e Accadde In Paradiso

.::SPORT::.
Nuoto da quando avevo 2 anni


.::VIZI::.
Eh beh, in primis direi
Bacco Tabacco e Marte.
Ma anche incasinarmi la vita.
In fondo,se è piatta,che vita è?


.::I Miei Scogli::.


Avere la testa vuota è un conto, averla piena di cazzate è una storia ben diversa. Chi ce l'ha piena di cazzate non ha altro posto a disposizione per cose intelligenti o se non altro meno stupide, a meno che non si decida a fare un po' spazio.

"Se c'è una cosa che è immorale è la banalità."
(Afterhours "Bianca")

"L'anima libera è rara ma quando la vedi la riconosci: soprattutto perchè provi un senso di benessere quando le sei vicino."
(C.Bukowski)

"Don't question why she needs to be so free.
She'll tell you it's the only way to be."
(Non domandare perchè lei ha bisogno di essere così libera. Ti dirà che è l'unico modo di essere.)
(RollingStones)

"A che mi servono questi piedi
se ho le ali per volare?"
(dal film "Frida")

"A volte penso sia stata la luna a partorirmi tra spasmi di cosce pallide sapientemente allargate tra le stelle proprio in alto. Così appesa sopra un concerto di David Bowie lei si apriva lasciandomi cadere."
(I.Santacroce "Luminal")

"Voglio che il mio cuore batta sempre e voglio la vita addosso, il cielo sopra, la sabbia sotto e l'amore sempre tra le mani come un gelato al limone mangiato in riva al mare in un pomeriggio di maggio quando il più bello sta per cominciare come prima, così veloce e così immortale."
(I.Santacroce "Fluo")

< "PER SEMPRE E MAI"
-COSA?-
"E' COSì CHE MI SENTIVO NEI TUOI CONFRONTI.AVEVO VERAMENTE PAURA DI PERDERE TUTTO IN TE.SONO UN PO' PSICOPATICA"
-TU HAI MAI PENSATO A COSA C'E' VERAMENTE TRA NOI?-
"SI',DIVERSE VOLTE"
-E HAI MAI CAPITO COS'E'?-
"NO.CREDO CHE NON CI RIUSCIREMO MAI.E' QUALCOSA CHE VA AL DI LA' DELL'ATTRAZIONE FISICA O MENTALE"
-E' QUALCOSA CHE E' AUTOSUFFICIENTE.SE NOI SIAMO INSIEME O DIVISI,SE CI SIAMO O NON CI SIAMO NON FA DIFFERENZA,QUESTA COSA RESISTE,VIVE-
"POSSIAMO CHIAMARLO AMORE?"
-NON NE SONO SICURO-
"SIAMO DESTINATI"
-ANCHE L'ULTIMA VOLTA MI AVEVI DETTO DI CREDERCI.
POI TE NE SEI ANDATA-
"BACIAMI"
-TI AMO-
"QUESTA VOLTA SARA' DIVERSO.
TE L'HO PROMESSO"
-E IO TI LASCERO' LIBERA DI VOLARE.PURCHE' GUARDANDO IN ALTO IO POSSA VEDERTI E CHIAMARTI-
Ritornare è così dolce. Quella mattina nessuno si svegliò e il mare aspettò. Aspettò. Arrivò anche la sera di quella giornata mangiata per metà dal sonno. Arrivò. Tutti tornarono a casa propria, non per dimenticare ma per assaporare il ricordo. Nessuno dimenticò. Linea. Linea. Linea.
La linea contorta della vita. >
(S.Battig "Fuck Vitalogy Today")

< Lo decisi quella notte.
Non so dire come e perchè,
so solo che accadde quella precisa notte.
Era una notte fresca e silenziosa.
Sembrava una notte fiorentina.
Probabilmente nessuno dei due avrebbe mai immaginato che un giorno ci saremmo incontrati. Ciò rendeva l'alchimia possibile.
Ciò rendeva il pensiero dell'alchimia possibile.
Senza vincoli, senza costrizioni,
un continuo scambio e flusso di sangue,
anima, cuore, parole e mani.
Ci cercavamo senza vederci,
ci ascoltavamo senza sentirci.
Quel meraviglioso uomo e io avevamo riposto l'uno nell'altra i nostri mondi nascosti,
i nostri arabeschi del destino,
i nostri sorrisi in partenza,
i nostri corpi in attesa.
Era una notte strana,
di quelle in cui può succedere di tutto.
In fondo era già successo di tutto.
-NON VOGLIO CHE VAI VIA-
"NON ANDRO' VIA, FINO A DOMANI"
-E DOMANI?-
"DOMANI E' LONTANO"
-E' GIA' DOMANI SE CI PENSI-
"DOMANI SARA' SOLO QUANDO VORRAI CHE LO SIA"
LO DECISI QUELLA NOTTE CHE NON SAREI MAI STATA PIU' ME STESSA.
SAREI STATA SUA.
Perchè in una sola notte seppe farmi sentire
amante, amica, puttana,
regina, schiava e bambina.
PERCHE' IN UNA SOLA NOTTE
FECE L'AMORE CON OGNUNA DI NOI.
Ognuna gelosa dell'altra,
ognuna che cercava la prevaricazione,
graffiando, mordendo
lungo le pareti del suo corpo.
AMO' OGNUNA DI NOI.
E OGNUNA DI NOI
DERIDE ANCORA QUEL DOMANI. >
(© FarfallaD'Ossidiana)

Può l'Amore viaggiare nel tempo e far rivivere un cuore infranto?Dipende solo da noi annientare ogni maledizione.Voglio pensare che sia così.Ma di alcune cose sono assolutamente certa:gettare un pizzico di sale al di sopra della spalla sinistra,tenere del rosmarino ai bordi del cancello,far crescere una pianta di lavanda in casa come portafortuna,e innamorarsi..il più possibile.


.::Spiagge In Cui Approdare::.


-Diminuire il quantitativo giornaliero di nicotina
-Ricominciare a cucinare
-Imparare a lasciarmi amare


.::Alcuni Miei Flutti Anche Su::.


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